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GIANNA GAMBINI

GIANNA GAMBINI (Gianna Gambini - Scrittrici artiste fuoridentro il surrealismo.pdf)
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2° CLASSIFICATO sezione Tesi di Laurea
"Concorso Letterario Nazionale 2014 Cinquantesimo Marcelli"



Gianna Gambini - Scrittrici - artiste fuori/dentro il surrealismo


La genesi del progetto si colloca nell’ambito di una ricerca di letteratura comparata, avente per argomento il movimento surrealista. La trattazione dell’argomento ha avvio con una constatazione dell’atteggiamento degli artisti del surrealismo nei confronti dell’identità femminile.
Per rendere possibile un’esatta collocazione culturale, artistica e morale del pensiero e dell’operato delle artiste prese in esame, si è proceduto con lo studio dei riferimenti biografici delle autrici, con particolare attenzione agli eventuali elementi comuni e al retroterra artistico e culturale a cui potevano avere attinto per realizzare le loro opere. Nella ricerca ha avuto da subito uno spazio preponderante l’auto-rappresentazione delle artiste, in modo particolare sono stati trattati e studiati brani autobiografici, estratti di diario, nonché autoritratti e elementi visivi che potessero suggerire legami espliciti, inconsci o onirici con l’io delle artiste. E’ apparso particolarmente stretto il legame di queste poliedriche identità femminili con il sentire surrealista: frequenti i riferimenti a un passato non cronologico, ma ancestrale, popolato di sfingi, streghe, figure sbiadite, lontane, talvolta spiate da dietro la serratura di una porta segreta, che permette soltanto di intravedere un altrove raggiungibile intraprendendo un lungo e tortuoso viaggio nel proprio inconscio. Raramente gli autoritratti riportano i reali tratti distintivi delle artiste, più spesso si nota una trasfigurazione del proprio aspetto. Leonor Fini, artista di origine triestina, difficilmente lascia trapelare la sua pura immagine riflessa, poiché adora mascherare il proprio io, trasformarlo, stupire lo spettatore come se la sua vita, oltre che la sua arte stessa, fosse un continuo, infinito spettacolo teatrale: da qui una trasfigurazione dei suoi tratti in quelli degli amati felini, oppure una rappresentazione di sé per metà scheletro o principe della morte.
Sebbene nelle ricerche bibliografiche svolte, non fossero menzionati eventuali contatti o influenze reciproche tra le quattro artiste studiate, se non una loro parziale partecipazione al movimento surrealista, lo studio comparato delle loro opere letterarie e pittoriche, nonché delle vicende biografiche di ognuna, ha permesso di intuire che non poteva essere casuale la vicinanza delle tematiche trattate, l’esistenza di immaginari comuni, un sentire troppo affine e condiviso. Al termine, dunque, dell’analisi comparatisca è stato impossibile ignorare l’esistenza di una rete di contatti e di scambi culturali, avvenuti indipendentemente dalla loro distanza geografica, tra Leonor Fini, Dorothea Tanning, Leonora Carrington e Frida Kahlo. Questi contatti, avvenuti spesso per cause fortuite, quali amicizie comuni, legami sentimentali con gli stessi uomini, la fatalità di trovarsi nello stesso luogo, nel medesimo momento, hanno dato vita a una reciproca influenza. Teatro di questi incontri, Parigi, New York, altre zone della Francia, nonché la Corsica, con l’antico monastero di Nonza e non ultima Città del Messico.
Per quanto riguarda le tematiche comuni spicca l’immersione nella dimensione onirica, la posizione prioritaria dell’inconscio o del subconscio sulla realtà: per questo motivo talvolta si incontrano immagini crude, racconti dai risvolti violenti, allusioni alla sfera sessuale; la dimensione onirica è quello spazio in cui i desideri repressi le spinte violente fuoriescono indipendentemente dal volere del proprio io. Tutte e quattro le artiste hanno un legame particolare con gli animali, spesso appaiono come il loro alter ego, a volte invece trapelano essere il surrogato di una maternità non realizzata, aberrata o mai completamente accettata. La repulsione dello stereotipo della donna generatrice, della fecondità, della maternità compare nelle opere di tutte le artiste trattate, per ognuna di loro sembra esserci qualcosa di non risolto nel rapporto con la loro possibilità di riprodursi, sebbene per motivi completamente diversi. Molti altri sono gli argomenti trattati dalle artiste, la morte, l’amore eterosessuale e omosessuale, la malattia, l’amicizia, la tendenza alla teatralità che hanno permesso la creazione di una rete dimostrativa dei contatti tra le diverse autrici.
Le conclusioni del progetto hanno origine dal presupposto che tra le artiste si sono verificate molteplici occasioni di confronto e per questo sono certe rilevanti influenze reciproche, che hanno creato linee comuni nelle loro opere. La loro identità femminile, troppo spesso avvertita già di per sé come una limitazione, le ha portate a rifiutare ogni tentativo di istituzionalizzare la propria arte, tanto da non volersi auto collocare all’interno del gruppo surrealista, ma restandone ai margini








Scrittrici - artiste fuori/dentro il surrealismo.

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